Senza api non si mangia

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Senza api non si mangia

Fin dall’antichità le api erano considerate insetti preziosi. Nella storia dell’arte, le prime raffigurazioni di questo insetto risalgono addirittura all’arte egizia. Ma è nel Medioevo che abbiamo una interpretazione delle api moderna e vicina ai tempi nostri. La troviamo nel “Tacuinum sanitatis”, un manuale che raccoglie le proprietà mediche dei cibi. Allora come oggi, le api sono un bene prezioso e, se dovessero sparire, il mondo potrebbe perdere il suo equilibrio perfetto.

Negli ultimi decenni le popolazioni di api stanno subendo un forte declino e a risentirne è l’ecosistema. Le api sono fondamentali nel processo di impollinazione e infatti, trasportando il polline di fiore in fiore, fecondano la pianta e permettono la produzione sia di frutti sia di semi. Nell’organizzazione di un’arnia, ogni ape ha un ruolo diverso: chi di difesa, chi del mantenimento del calore dell’alveare, chi del cibo e chi della riproduzione. Attraverso il loro instancabile e incessante lavoro, le api provvedono al sostentamento dell’alveare.

Greenpeace, attraverso una ricerca, ha fatto notare come le api impollinatrici siano spesso esposte a sostanze chimiche tossiche come insetticidi, erbicidi, funghicidi. Queste sostanze causano molti danni alle api che, involontariamente e inconsapevolmente, succhiando il polline vengono a contatto con le sostanze tossiche. Ecco perché le api stanno morendo e, mai come oggi, ci si è resi conto di quanto siano fondamentali per la nostra alimentazione. Un frutto è il risultato del lavoro di un’ape che ha impollinato la pianta. Se nell’ambito dell’agricoltura verranno utilizzate di continuo queste sostanze tossiche, le api sono destinate a scomparire e, insieme alle api, sparirà la frutta. Un dato molto preoccupante e una situazione che diviene sempre più grave. In alcuni casi, gli apicoltori spostano le arnie e vengono contattati da molti agricoltori affinché le loro api impollinino le loro piante. Le api, quindi, diventano un bene sempre più raro e prezioso. È inoltre importante ricordare che le api rappresentano parte dell’alimentazione di molti uccelli ed altri animali. Senza api non esisterebbero neanche i vegetali usati per alimentare il bestiame.

A fronte di tutto questo, si può tranquillamente dire che senza le api si interromperebbe il ciclo produttivo dell’agricoltura e della vita. Un mondo senza le api diventerebbe in brevissimo tempo un mondo senza cibo. Proprio per l’importanza di questo tema, che ci sta ovviamente particolarmente a cuore, a Cosmogarden abbiamo organizzato un convegno organizzato da a.p.i. bs e a.p.i. Lombardia proprio sul tema “api e ambiente”.

Presa coscienza di questa situazione, diventa necessario trovare una soluzione per salvare le api. Purtroppo è proprio l’uomo il maggior responsabile del pericolo che questi animali stanno correndo. Alla base di questa trasformazione negativa c’è la perdita dell’habitat dovuta alla degradazione degli ecosistemi o la loro totale distruzione, o alla sostituzione dei boschi e dei campi con coltivazioni intensive.

“Se l’ape scomparisse dalla faccia della terra, all’uomo non resterebbero che quattro anni di vita”, affermava Albert Einstein. Non ci è dato sapere se sia effettivamente così, ma è meglio muoversi in tempo affinché le api stiano bene.

Proprio per l’importanza che le api hanno nel nostro mondo, è stata istituito il “World Bee Day” e si festeggia in tutto il mondo. L’istituzione di questa ricorrenza si deve principalmente all’attività della diplomazia slovena, da cui è partita l’iniziativa. Il 20 dicembre 2017, l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha adottato la risoluzione con cui il 20 maggio veniva dichiarato Giornata mondiale delle api. La Giornata mondiale delle api è stata istituita per ricordare a tutti la loro importanza, per l’uomo e per l’ecosistema in generale.

Come detto in precedenza, le api sono protagoniste dell’opera di impollinazione delle piante. Di 100 specie di colture che forniscono il 90% del fabbisogno alimentare mondiale, 70 sono impollinate da api (dato fornito dalle Nazioni Unite). Alcune piante non necessitano dell’intervento delle api per potersi riprodurre, ma molte altre dipendono interamente dall’instancabile attività di questi operosi insetti. Secondo quanto affermato dalla BBC, metà del cibo che vediamo quotidianamente nei negozi alimentari scomparirebbe se le api non ci fossero più. Sui banchi dei supermercati non troveremmo più: mele, cipolle, carote, limoni, zucchine, cetrioli, cavoli, broccoli, porri, mirtilli, albicocche… solo per citarne alcuni. Ma inizierebbero a scomparire anche caffè, cioccolato, castagne e mandorle. Scomparirebbero molti fiori e morirebbero di fame molti uccelli.

Monitorare la salute e la quantità di api è importante perché questi due fattori sono indicatori fondamentali per la salute dell’ambiente. In particolare, ciò che le danneggia potrebbe causare problemi anche ad altri impollinatori, con conseguenze catastrofiche per l’intero ecosistema e per la vita così come la conosciamo oggi.

Animali preziosi e presenti anche nella letteratura di sempre (già Aristotele ne parlava nel “De Generatione Animalium”, le api sono da sempre il simbolo dell’operosità, della nobiltà (ad esempio lo stemma della famiglia Barberini) e alla purezza. Per garantire la loro sopravvivenza sarà necessario limitare sempre più l’uso dei pesticidi.

Photo credit: Freepik

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