29/03/2022

Cosmogarden, la gioia di tornare tra i vivaisti

Dopo poco più di due anni, causa pandemia, sono tornata ad una mostra di giardinaggio, Cosmogarden a Brixia Forum. Tornare tra espositori e stand «verdi» è stata già di per sè una gioia. Ma, a parte la mia emozione, vorrei prima raccontarvi come è stata per me la fiera. Complessivamente «Cosmogarden» mi
è sembrata molto carina, anche se non sono riuscita ad individuare la vera tendenza dell’estate 2022, cosa che solitamente è molto chiara alle mostre‐mercato (ci sono stati anni in cui si puntava al risparmio idrico, altri in cui erano prevalenti le ambientazioni di un dato luogo del mondo ecc…). Gli espositori
spaziavano dagli agrumi alle cactacee, dall’arredo per giardino e terrazze all’alimentazione, ma alcuni hanno decisamente attirato la mia attenzione e sicuramente ne ricaverò approfondimenti per voi. Quello che mi ha piacevolmente stupito è la presenza di bresciani «specializzati», non il classico garden center che vende di tutto acquistato dai vari vivai. E la passione con la quale danno istruzioni o si fermano a fare quattro chiacchiere con i curiosi. E, proprio a proposito di era molto bella, seppur nel poco spazio concesso, anche le esposizione di bonsai degli cultori della materia di Rezzato. Suggestivo anche il giardino orientale con ponti e una bella sauna a botte a renderla un vero e proprio sogno. Cosa mi piacerebbe vedere nella prossima edizione? Sicuramente ancora più «specialisti» dal
Bresciano (e ci sono) e qualche «big» che abbiamo sul territorio fare qualche incontro per chi vuole saperne di più. I miei nuovi arrivati a casa ve li mostrerò presto, sappiate che sono una sfida che spero mi dia tanta gioia perché si passerà dalla fortuna al professionismo (ovviamente esagero, ma devo sicuramente studiare!). E voi ci siete stati? Cosa avete portato a casa? Leggi qui il GdB in edicola oggi Iscriviti alle newsletter del GdB. Per ogni tuo interesse, puoi avere una newsletter gratuita da leggere comodamente nella mail. Rieccoci. La pandemia mi ha distratto da questo che era, e spero torni, il mio angolo dove condividere con voi lettori, come me appassionati di piante, verde e giardino, idee,
visite, spunti e lavori. Da dove ricominciare? In questi mesi ho fatto molto. La novità più importante è che sto facendo pace con le piante da interno. Ho una ceropegia woodii da gennaio che sto cercando di moltiplicare per propaggine, il mio primo keiki di orchidea ha fiorito per la prima volta, la pilea che è con me da luglio sta facendo un sacco di figlioletti che dovrò prima o poi separare dalla madre ed ho un micromondo nel terrario. Da qui vorrei ripartire perché il resto ve lo voglio raccontare quando sarò certa di non raccontarvi «baggianate». Un terrario lo desideravo da molto e ne ho visti di diversi, alcuni non mi convincevano, altri non mi piacevano, molti altri non avevano requisiti tecnici minimi o non avevo modo di recuperare il materiale per comporlo. E così a Natale, per puro caso ne ho visto uno perfetto per me, un kit completo di piante, terriccio e «arredo» e me lo sono regalata (insieme alle baby ceropegia
woodii e begonia maculata ), complice anche un’offerta che mi ha permesso di non pagare le spese di spedizione e che mi ha regalato pure tre stampe di acquerelli di altrettante piante e una Hoya Kerrii, una deliziosa pianta a cuore (si fa economia come si può!). Il sito plove.it (azienda italiana per chi se lo stesse chiedendo) propone «Pianeta Terrarium ‐ Il giro del mondo in 6 terrari», sei piccole biodome realizzate in collaborazione con Stefania Menna @stefyplants: Giappone, Brasile, Malesia, Messico, India e Australia. Io ho scelto la prima. La cosa divertente è che questo terrario ha soddisfatto anche la mia spiccata propensione al bricolage perché a casa arrivano tutti i pezzi e la sfida è assemblarlo e renderlo bello come quello nella foto. E ha appassionato (per quanto possibile) anche i miei bimbi che mi hanno aiutata a realizzarlo. Tutte le piante arrivate erano in salute e, a differenza di ciò che potevo pensare, erano imballate per bene. Il mio piccolo mondo dopo le prime settimane in cui ha avuto bisogno di essere aperto e il muschio bagnato, è stabile da due mesi e i cuscini verdi hanno anche emesso nuovi getti. Il Ficus Ginseng sta crescendo dopo una bella potata per farlo entrare nella sfera, la felce dryopteris e l’orchidea gioiello se la passano decisamente bene. A volte il vetro si appanna per l’umidità, ma è tutto regolare. L’equilibrio si è creato. Ed è una gioia vedere crescere tutto in miniatura. E con tanta calma (più lentamente che in natura proprio perché è racchiusa in quell’ambiente) e serenità.

FONTE: Giornale di Brescia

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